Comincia così ogni manifesto per la festa di Maria SS. della Salute. Quegli spari indicano l’inizio di un giorno diverso, un giorno di festa per S. Ambrogio. Quella domenica il mare, anche se bellissimo, rimane solo a far da cornice, nessuno degli Ambrosiani si farà attrarre dal richiamo della spiaggia. La terza domenica di luglio va vissuta in maniera diversa. Per i pochi che si stiracchiano pigramente ancora nel letto e non hanno dato retta agli spari, ecco le note festose della banda invadere le vie del paese. La festa è veramente iniziata. Profumi di melanzane fritte, salsa ed altre delizie estive si spandono per le vie tirate a lucido per l’occasione. Ed ecco il momento solenne, l’omaggio ai caduti. La banda suona “Il Piave mormorò”, un corteo tanto spontaneo quanto sincero, con alla testa il tricolore ed una corona d’alloro, va a rendere omaggio all’ultimo eroe ambrosiano, u Ze Andrea. Le malattie e l’equilibrio alquanto instabile non intaccano la fierezza del suo sguardo, l’orgoglio del valoroso passato. Il corteo in silenzio ritorna in piazza, depone la corona d’alloro ai caduti e il trombettista, sotto un sole già cocente, intona le note del silenzio. Un velo di commozione accomuna tutti, anche il montaggio dell’unica bancarella, sempre la stessa negli anni, si interrompe per ascoltare quelle tristi note. Poi di corsa ci si prepara per la messa solenne. I canti, a lungo preparati, sottolineano l’importanza della funzione assieme ad una maggiore ricercatezza nell’abbigliamento. Oggi è festa. I parenti si riuniscono per il pranzo. Una telefonata da Chicago annunzia che anche per gli Ambrosiani d’America oggi è “a Matri Saluti”. Andranno a messa e poi pranzeranno insieme. Gli antichi legami familiari e questa voluta coincidenza di ricorrenza superano il fuso orario in un abbraccio ideale, corale.
Il pomeriggio, anche se molto caldo, va vissuto in piazza per i tradizionali giochi delle pignate e del tiro alla fune. Alle otto e un quarto, dopo la messa, la piazza brulica di gente in attesa del sindaco per potere cominciare la processione. La banda è all’ingresso del paese, aspetta che un sindaco donna per la prima volta apra la processione della Madonna della Salute. Arriva puntuale, minuta, i tratti del viso un po’ tirati per il senso di estraneità a questa festa di paese. Poi il caldo e l’abbraccio della folla sciolgono anche lei. Le campane suonano con un tintinnio continuo. Le donne a piedi nudi aprono la processione, le candele accese in mano, nel viso il segno della grande devozione per “ a Gran Signura “. Ed eccola a Gran Signura, portata a spalla da uomini con i visi sudati. A guardarla da lontano pare che cammini con i suoi piedi mentre alla curva du Ze Giacuminu il sole si immerge nel mare in un inchino di devozione. Passando per il lungomare la processione si sgrana un po’, poi si ricompone all’inizio di via Fontana per attraversare l’altra parte del paese. Al ritorno in piazza le luci dei lampioni sono già accese. Un breve discorso del parroco e la Madonna rientra nella sua chiesa per uscire ancora il prossimo anno, la terza domenica di luglio che sarà sempre una domenica speciale per gli Ambrosiani.
Rosamaria Genovese
