La Sicilia è un viaggio di piccoli luoghi che uniti insieme rappresentano l’identità di questa isola e tra questi sicuramente Sant’Ambrogio è un esempio emblematico e quindi imperdibile, per chi è alla ricerca di un viaggio autentico che sia non solo vacanza ma anche scoperta e sorpresa.
Da circa un decennio questo minuscolo borgo di pace immerso nel verde sopra la scogliera affacciata sul Mediterraneo a pochi chilometri dalla più roboante e popolosa Cefalù – di cui è frazione – ha trasformato il turismo di villeggiatura locale in una meta da scegliere, poche case oggi diventate in parte da vacanza, recuperate saggiamente per dare ospitalità, unite alle abitazioni dei residenti formano una deliziosa scenografia colorata e accogliente.
Un lavoro progressivo che ha coinvolto tutta la comunità nel concetto di sostenibilità – grazie anche la lavoro di Carmelina Ricciardello antesignana imprenditrice del turismo relazionale che aveva iniziato a portare da oltre oceano i visitatori per calarli nella realtà dell’identità locale – con la collaborazione e l’impegno tra gli abitanti e che ha aumentato l’incoming e in alcuni casi dato seguito a riprese e documentari da parte di TV estere, portando un interesse crescente sul borgo che è ancora in fase di sviluppo.

Un turismo che ricerca gli scenari di una Sicilia del mare unita a quella delle identità e della relazione con il posto e con le persone, la tipicità e il sapore dell’ospitalità che si associano al gusto per il cibo a chilometro zero e anche alla possibilità di fare amicizia con la popolazione locale.
La bellezza è assicurata sia per lo scenario del panorama marino che offre albe e tramonti mozzafiato sul mare, calette con spiagge pulitissime, ma anche la campagna che lo circonda alle spalle e le montagne delle Madonie che sono appena dietro, raggiungibili in pochi minuti per visitare anche i borghi montani.
Passeggiare sul belvedere alberato, tra i vicoli che si infilano dentro minuscoli cortili e ovunque una straordinaria vegetazione curata dove spiccano fiori e piante tipicamente della flora mediterranea, gli ulivi che sono uno dei simboli dell’identità di Sant’Ambrogio.
Sorseggiate un aperitivo godendovi l’aria fresca della sera, pranzare o cenare in uno dei minuscoli ristoranti che offrono una ottima cucina di mare, ovviamente, ma che non fa mancare i prodotti tipici della campagna e dell’agricoltura locale.

Una chicca da non perdere e visitare assolutamente per fare un tuffo nel passato e un viaggio nella storia è l’antico Frantoio Garbo, un piccolo patrimonio riportato alla luce dopo anni di chiusura da Giovanna Garbo, erede e animatrice turistica illuminata che ha trasformato questo luogo in una meta, realizzato un progetto integrato sul territorio.
Entrando oltre il pesante e originale portone di ferro, si respira immediatamente la narrazione e il senso di questo posto fermo nel tempo che viene alla luce con i racconti che la stessa Giovanna conduce, raccontano ai visitatori della sua famiglia ma, soprattutto, della vita che si alternano tra chili di olive e litri di olio, incontri tra chi portava il raccolto e chi lo moliva, scambio di una comunità contadina che rappresentava la vita economica di un mondo minuscolo.
Il frantoio non è più attivo ma la sua anima è risorta con lei, si è riaccesa tra gli oggetti che lei ha rimesso a posto, recuperato e ordinato in una collezione che non è solo arredamento o allestimento ma è racconto e narrazione di una storia del legame tra l’uomo e la terra.
Al centro la grande pressa di ferro che occupa lo spazio della camera più grande e intorno tutti gli oggetti alle pareti, appoggiati negli angoli come se fossero stati appena usati, si uniscono alla documentazione fotografica e al racconto che trasportano verso un passato tornato alla memoria.
C’è un angolo per le degustazioni per raccontare l’olio e guidare i visitatori alla scoperta delle proprietà di questo elemento simbolo della mediterraneità e della sua cultura, altri sapori locali di prodotti tipici che concludono la visita all’interno, continuando poi all’esterno per scoprire il paese che è composta da cinque rioni, Chian’a Chiesa, Cozzomauro, Fontana, Ristinchi e Mancheche identificano il luogo, ma anche incontri con artigiani, manifatture, mestieri dei dintorni che valorizzano il territorio anche limitrofo.
Per chiudere Sant’Ambrogio è come un cerchio dentro il quale si inseriscono percorsi di scoperta e di esperienza con una ospitalità incastonata nella dimensione di quella lentezza che è parte integrante della cultura mediterranea e quindi anche Siciliana e della quale Giovanna da una bellissima e autentica interpretazione.
Per vivere l’esperienza e visitare il borgo rivolgetevi quindi a lei
Living Loving Sicily
+39 329 642 2629
livingandlovingsicily@gmail.com
di Giovanna Gebbia
su https://www.allfoodsicily.it/lincantevole-borgo-di-santambrogio-sospeso-tra-cefalu-e-le-madonie (20 Maggio 2021)




