Altri tempi

Municipio a Sant’Ambrogio

A S.Ambrogio si arriva percorrendo la Statale 113 per Messina. E’ un piccolo borgo di origine contadina, abitato da circa 300 abitanti, a nove chilometri da Cefalù da cui dipende amministrativamente. Poche case, una scuola e una chiesa, situate lungo il pendio della collina a non più di cento metri sul livello del mare. Un’edilizia di modesta fattura in una cornice naturale di notevole valore paesaggistico.
S.Ambrogio è una terrazza sul mare, un posto dove il mare si può dominare e dove se ne è dominati.
Le singole case sembra si siano disposte l’una rispetto all’altra senza ubbidire ad alcun ordine geometrico precostituito, quasi a volere guadagnare posizioni privilegiate rispetto al mare. All’apparente disordine planimetrico si contrappone, dunque, un diverso ordine formale costituito da una fitta rete di relazioni fatta di piccole variazioni spaziali in cui gli elementi naturali hanno un ruolo determinante.
S.Ambrogio è un luogo la cui straordinaria bellezza, sempre mutevole alle tante variazioni della luce, obbliga necessariamente il progettista ad una condizione di «ascolto» e lo costringe a moderare qualsiasi eccesso di «desiderio di artisticità».
Il Centro Civico di S.Ambrogio è un’architettura semplice, un edificio pubblico dalla «monumentalità povera». Sorge nella parte più alta dell’insediamento. Da lontano lo si percepisce in tutta la sua dimensione con una chiara allusione all’architettura del castello medievale, costruito a presidio del borgo. Un segno ben evidenziato, riconoscibile alla scala del paesaggio. Un’architettura le cui forme sono chiare e che non vuole essere mimetica ma sicuramente rispettosa degli elementi di una natura «forte e prepotente».
Vi si arriva percorrendo a piedi un sentiero. Il carattere monumentale scompare non appena si è prossimi all’edificio e le sue geometrie quasi si confondono con quelle delle case sottostanti.
L’edificio, destinato ad una piccola comunità, si sviluppa su tre livelli e comprende i locali per i servizi amministrativi e spazi per lo spettacolo, per le mostre, per i seminari e un circolo-biblioteca. E’ un luogo preposto ad accogliere tutte quelle attività ed iniziative che coinvolgono i cittadini nei rapporti di vita collettiva.
Il complesso percorso interno all’edificio, che connette i diversi ambienti ripropone, per analogia, le interessanti varianti spaziali dell’abitato. In pianta le lievi trasgressioni alla geometria ortogonale, apparentemente casuali, individuano punti di vista, posizioni privilegiate sul paesaggio circostante con il preciso scopo di riprodurre, attraverso un continuo dialogo tra spazi interni e paessaggio esterno, le stesse sensazioni provate percorrendo le strade e gli spazi tra le case del borgo. E’ un edificio per la città ma che possiede i caratteri della città, quasi fosse la sua metafora.
L’organismo è determinato dalla compenetrazione di due volumi diversamente disposti rispetto all’andamento naturale del terreno.
Il primo, quello più corto, si dispone sul suolo assecondandone la giacitura e consentendo al terreno, modificato in nuove geometrie, di partecipare alla vita interna dell’edificio. Il secondo, più profondo, si contrappone al primo disponendosi ortogonalmente alle curve di livello. L’incastro e le conseguenti piccole rotazioni e fratture dei volumi danno origine a un’architettura semplice ma con momenti di forti tensioni spaziali e interessanti contrasti formali. Il più evidente è il contrasto tra l’apparente solidità dei volumi contrapposta alla fragile trasparenza delle superfici, necessaria per catturare e ritagliare all’interno scorci di paesaggio.
Il Centro Civico di S.Ambrogio è un esempio di intervento architettonico che interpretando la natura del luogo, individua e misura, attraverso la sua presenza, la dimensione estetica del paesaggio. Un’architettura che sa esprimersi con rispettoso silenzio ma che nasconde, per poi rivelare, inattesi momenti di eloquente e vera artisticità.

Rosario Mazzola (su in Architettura n.16 – 1990)



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Edificio sede del Consiglio di Quartiere, frazione S. Ambrogio di Cefalù (Palermo)
Progetto del Luglio 1985, realizzato tra il Febbraio 1987 e Maggio 1989
Progettazione e Direzione Lavori: Campanelli e Mangano Arch.Ass.

La piccola frazione di S.Ambrogio è al centro di un grande sistema «naturale» caratterizzato dal mare, dalle ripide colline, dalla linea di costa che si conclude ad ovest con la rocca di Cefalù, ad est con il promontorio di Raisbergi.
L’area interessata dal progetto è ubicata a monte del centro edificato, ed è distante in linea d’aria circa 80 metri dalla piazzetta antistante la chiesa parrocchiale. All’area si accede, pedonalmente, da una salita gradonata. Il terreno è in forte pendio.
L’edificio è pensato come luogo da attraversare fisicamente e visivamente. Esso è costituito da due corpi di fabbrica, tra loro disposti ortogonalmente che, incastrandosi, determinano spazi interni e relazioni esterne che ribadiscono, con linguaggio diverso, spazi e relazioni che si percepiscono attraversando l’abitato.
Il progetto si compone di quattro elevazioni. Al piano cantinato si sono realizzati i depositi e l’archivio. Al piano terra, cui si accede pedonalmente dalla salita gradonata, sono ubicati gli uffici anagrafe e certificazioni. Dall’area porticata si può raggiungere, per il tramite di due scale esterne, l’aula consiliare, posta al primo piano.
Questi percorsi consentono di utilizzare l’aula anche per manifestazioni come seminari, assemblee, etc., senza interferenze con gli spazi «istituzionali».
Al secondo piano sono ubicati lo studio del presidente del Consiglio di Quartiere, una sala-riunioni e l’ufficio del segretario.
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